(Titolo) Gli accozzati del Policlinico.
http://www.pierpaolovargiu.it/notizia.php?id=522
L'ex policlinico universitario di Monserrato resta aperto grazie alla disponibilità di una settantina di medici (e non solo) precari. Un gruppo di accozzati, secondo qualcuno...........che -udite, udite l'accozzo- per mille eruo al mese, senza alcun diritto alle ferie, alla malattia, alla meternità, garantisce una quarantina di ore di lavoro settimanali e fa marciare didattica e assistenza -per i ricoverati e per gli esterni- nell'Ospedale Universitario.E' vero, nessuno di questi medici è stato assunto per concorso, ma è davvero difficile pensare che si possa accozzare un medico specialista (o plurispecializzato), pagandolo mille euro a quarant'anni, con carichi di lavoro da negriero, senza nessun diritto e con mille doveri!Chiamiamo allora le cose con il loro vero nome: i settanta laureati di Monserrato sono professionsiti sfruttati, veri paria della sanità, che stanno sulla coscienza di ciascun politico sardo.La maggior parte di loro non è figlia di nessuno, se non della necessità (dell'Università) e della disponibilità (loro).Ciò nonostante la politica -che ha sanato mille altri precari- sembra che stia cercando mille scuse per non risolvere il loro problema.Se ce ne fosse stato bisogno, è l'ulteriore conferma che i medici del Policlinico non li accozza proprio nessuno....
COMMENTO DI MARCO TONARELLI ALL’ARTICOLO:
http://www.pierpaolovargiu.it/vis_commenti.php?id_new=522
Gli accozzati del Policlinico.Commento inviato da: Marco -------------Ciao Pierpaolo,desidero dire la mia, dato che prima dell'infausta esperienza in "Sardegna It" sono stato partecipe della "vita da precario a 1000 euro" del Policlinico Universitario.Vi ho trascorso circa un anno, con un contratto a progetto (da 1000 euro al mese), per riorganizzare la rete informatica della struttura del Policlinico e alla fine, nonostante non fossi mai stato messo in condizioni di perseguire il mio progetto, nonostante il responsabile del Ced pretendesse che osservassi orari da dipendente (anzi peggio), nonostante facessi di tutto e di più per coprire le conosciutissime lacune causate dalla carenza di personale specializzato in materia di informatica, sono stato messo alla porta senza alcuna motivazione, mentre TUTTI i contratti di altre persone nella mia stessa condizione (delle quali tutti, compreso lo stesso responsabile del Ced, si lamentassero per la scarsa produttività) siano stati rinnovati come per incanto.Ti rimando al racconto più dettagliato sul mio blog http://cocoprostory.blogspot.com/ se la cosa può interessarti, e questo per dimostrarti che al Policlinico, di raccomandati ce ne sono veramente tantiSappi che nel blog ho omesso episodi (che ora ho deciso di inserire e a breve vi compariranno) che rasentano l’inverosimile: a partire da persone che parcheggiano il loro camper all’interno dei parcheggi della struttura, per settimane intere, fino ad arrivare agli alti dirigenti che chiedono l’intervento tecnico del sottoscritto per configurare l’Ipod e Itunes sul proprio computer.Tutto ciò quando invece, brave persone, ottimi tecnici e squisiti professori, medici e ricercatori si ammazzano di lavoro senza neanche un computer per poter lavorare, perché anche per l’assegnazione di un computer che funzioni si deve fare la fila, chiedere in ginocchio e magari promettere favori.Sono stato buttato fuori perché ho cercato di svicolare da queste imposizioni, facendo di tutto per garantire che qualche computer, o un telefono (SI UN TELEFONO) venisse fornito a chi ne avesse necessità.Venni richiamato perché fornii un telefono digitale all’ufficio della Direzione Sanitaria, e venni richiamato perché misi a posto il computer di alcuni medici.Stavo diventando popolare, perché lavoravo e portavo a termine i miei impegni (e pian pianino anche quelli sulla rete trascorrendo numerose ore in più all’interno della struttura e garantendo anche reperibilità.Questa situazione come la definiresti?Ti pongo comunque un quesito:mesi fa, data la situazione critica dei precari di Sardegna It (che conosci benissimo perché te l’ho descritta in maniera particolareggiatissima) che come hai visto è sfociata nella mia dipartita, perché come al solito volevo lavorare seriamente e pretendevo che l’oggetto (quindi il progetto) del mio contratto venisse rispettato, ti chiesi di intervenire, tramite i mezzi che ad un consigliere regionale sono messi a disposizione (ad esempio una interrogazione consigliare e/o richiesta di una commissione di inchiesta/controllo).Mi rispondesti che nonostante esistesse una situazione di illegalità palese, era necessario che si facessero avanti tutti i contrattisti di Sardegna It.Sai benissimo che questo era ed è impossibile, dato che l’arma dell’intimidazione, del recesso (illegale ma sempre recesso) da un contratto, fanno sempre in modo che la maggior parte dei contrattisti stiano zitti e buoni. Se si apre bocca e si chiede legalità si viene fatti fuori come è accaduto a me, che ho appena terminato l’iter della conciliazione obbligatoria presso la direzione provinciale del lavoro e la finirò, se tutto andrà bene, tra un annetto e mezzo (stesso Iter che ho avviato per il Policlinico, e ho dovuto temporaneamente bloccare per mancanza di fondi).I contrattisti del Policlinico che immagino si sono fatti avanti, hanno firmato un documento come l’hai chiesto a me?Esistono solo i contrattisti laureati del Policlinico?Oppure i professionisti, laureati e con anni e anni di esperienza (io ho 41 anni di cui 22 di esperienza come tecnico informatico) di Sardegna IT sono “burdi” (rende l’idea il termine?) per caso?Come mai non hai trattato il caso Sardegna It alla pari del Policlinico?Con questo gesto mi stai dimostrando che anche te (voi) e i sindacati fate figli e figliastri (o vogliamo definirli raccomandati?).Sarò a tua totale disposizione se te ne vorrai occupare.
RISPOSTA DI PIERPAOLO VARGIU:
PP. Vargiu: Chi fa il consigliere regionale viene spesso investito di problemi di interesse generale. I "precari" del Policlinico sono 79 persone che -tutte insieme- chiedono la soluazione del loro problema. Che non è solo un problema loro, è un problema anche dei pazienti che rischiano di perdere professionalità che loro garantiscono. E' un intero Ospedale (quello di Monserrato) di cui viene messa in discussione l'attività.Ho infinito rispetto della tua vicenda personale e ti ho manifestato più volte la disponibilità a trattarla con un'interrogazione.Ti ho però anche detto con onestà che ben pochi risultati può ottenere un'interrogazione su un caso personale: ben diversa sarebbe stata un'azione di denuncia collettiva che consentisse di segnalare una distorsione del sistema.Non ho mai detto che nella tua vicenda avevo accertato una "palese situazione di illegalità" perchè faccio il consigliere regionale e non il giudice e non copro compiti che non mi sono attribuiti.Comprendo perfettamente la tua amarezza, ma proprio perchè sono abituato a trattare con persone che hanno amarezza preferisco non spendere impegni che non posso mantenere.
REPLICA DI MARCO TONARELLI ALLA RISPOSTA DI PIERPAOLO VARGIU
(inviata con successo ma... per adesso ... non pubblicata).
Mi spiace notare che non abbia, alla fine, risposto ai miei quesiti.
Mi sono spiegato male, non intendevo affermare che tu avessi riscontrato una palese situazione di illegalità. Non voglio investirti di oneri e responsabilità che non ti debbono competere.
Ho solo detto, e mi scuso se non mi sono spiegato come avrei dovuto, che necessitavi, nel caso si fosse presentata una situazione di illegalità, di una dichiarazione collettiva da parte dei contrattisti.
Facile ottenere una cosa del genere all'interno di un policlinico, dove già esiste una situazione di forte malcontento e salari da piano di calpestio, difficile invece ottenere ciò in una realtà dove tutto ancora viene gestito, a suon di palanche, nella più assoluta omertà (in Sardegna It vengono pagati consulenti a botte di 50 mila euro annui).
Quando chiesi ad uno sviluppatore software, che si stava lamentando della situazione in cui ci si trovava, il motivo per cui non denunciasse tale condizione, egli mi rispose candidamente: “dove la trovo una azienda che mi paga come Sardegna It?”.
Il fatto che non esista una dichiarazione collettiva, non presuppone il fatto che non sussista una condizione di irregolarità e/o illegalità e se si avverte una situazione di illegalità, nella comunità, mi pare che debba bastare la denuncia di un solo elemento affinché vengano effettuate (in questo caso richieste da un politico), se non altro, le verifiche del caso alle autorità preposte.
Ovunque esista una condizione di garantismo questo dovrebbe essere addirittura un dovere del politico eletto ad una carica come la tua.
L’opposizione politica, ha la funzione di tenere sotto controllo l’operato di chi, in condizione di maggioranza, esegua delle azioni a nome e per conto della comunità.
Possibile che vi proponiate come garanti, tutori e paladini di determinate verità solo quando si presentano situazioni semplici da gestire e che non ingenerino condizioni definibili “scomode”?
La denuncia da parte di un lavoratore non ti/vi basta?
Quante teste debbono cadere affinché un consigliere o chi per lui si possa occupare di una grave anomalia nel sistema (specie se pubblico)?
Ricordo che, quando vi faceva comodo, i vostri colleghi consiglieri (esempio Dedoni) portavano al consiglio un mare di interrogazioni su CRS4 e Sardegna It, mi ricordo anche il vostro attacco alle potenziali assunzioni che avrebbero potuto essere effettuate all’interno della stessa Sardegna It.
Forse è per questo che ora, la regolarizzazione dei contratti all’interno della suddetta azienda non vi interessa?
Mi piace poi il fatto che, per le assunzioni in Sardegna It fossero assolutamente (sempre per Dedoni) necessari i pubblici concorsi mentre per te, al Policlinico, basterebbe la regolarizzazione dei contratti, senza passare per lo strumento del concorso (credo che invece un medico assolutamente dimostrare le proprie capacità prima di essere abilitato a mettere le mani su di un Cristiano). Sarà il caso che vi mettiate d’accordo?
Ad ogni modo, non è l’amarezza (che ho provato in dosi massicce, non lo nego e sarebbe strano il contrario) che mi muove, ed è inutile che tu la citi quasi a far capire che tutto quello che ho scritto sia legato a una mia situazione di “instabilità psicologica” dettata da frustrazione.
Mi spiace anzi che ti trinceri dietro ad una scusa del genere.
Sono serenissimo, ho rinunciato anche al supporto da parte dei Sindacati, ma ho riscontrato e sto denunciando una situazione di gravissima illegalità, all’interno di aziende pubbliche e/o controllate da enti pubblici, l’ho denunciata nelle apposite sedi legali e sto denunciandola nelle apposite sedi politiche.
Te la senti tramite la funzione della quale, tramite il voto di noi elettori, sei stato investito, di far qualcosa o vuoi farmi capire che eleggere un consigliere presso il consiglio regionale, non serva praticamente a nulla se non a garantirgli uno stipendio per tutta la durata della legislatura?
Tornando all’amarezza, questa mi è sorta stamattina, quando ho letto il tuo articolo relativo al Policlinico nel quale vuoi far capire che in tale struttura non esista il cosiddetto “accozzo” ovvero si tratterebbe di una situazione neanche degna di nota.
Questa per me (e non solo) è totale disinformazione con scopo propagandistico.
Gli accozzati del Policlinico, anche se in misura minima (e non sono così pochi contaci) sono deleteri, come lo sono in qualsivoglia realtà lavorativa.
Al Policlinico sono pericolosi perché non auguro a nessuno di finire nelle mani di un medico che non abbia le capacità, provate e dimostrate, di esercitare l’arte medica, ma sono in generale pericolosi perché vanno a minare il sacrosanto diritto al lavoro di chi, per anni, si è spezzato la schiena sui libri o sul lavoro, accumulando esperienza e capacità che a causa di persone che passano per vie preferenziali, non gli verranno mai riconosciute.
Anche un solo accozzato, in qualsiasi posizione e con qualsivoglia ruolo, è da individuare e da allontanare, peggio che mai un medico all’interno di un nosocomio.
Attendo le cortesi risposte alle mie precedenti domande.
Ti saluto.
Marco Tonarelli.
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