venerdì 5 ottobre 2007

Mi presento ...

Benvenuti nello spazio che ho deciso di creare per poter meglio condividere la situazione in cui si trovano tutti i lavoratori come me i quali, vuoi per necessità, vuoi perchè hanno voluto credere a tale tipologia contrattuale o perchè sono stati costretti, hanno sottoscritto un contratto di collaborazione a progetto.

Desidero, prima di esporre quelle che sono state le mie esperienze di collaboratore a progetto, farmi conoscere dal punto di vista professionale ed esporre alcune personalissime impressioni relative alla normativa sui contratti di collaborazione a progetto.

Ho appena compiuto 41 anni, sono sposato, ho una bimba di 6 anni e un bimbo di 3 mesi ai quali non ho mai fatto e mai farò mancare nulla.

Da quando ho intrapreso la mia esperienza nel mondo del lavoro (circa 23 anni fa) ho sempre lavorato nel campo dell'informatica, ho vissuto il periodo in cui acquistare un Personal Computer era impresa per pochi fortunati, e ho avuto la fortuna di poter fare esperienza nel periodo in cui la riparazione di un Computer non consisteva nella semplice sostituzione di schede o dischi.

Sono partito come programmatore e andando avanti ho scelto, acquisendo esperienza come sistemista e tecnico riparatore su sistemi di media e grande dimensione, di specializzarmi nel campo delle reti, delle telecomunicazioni e della sicurezza informatica.

Ho collaborato con aziende che forniscono tuttora assistenza per conto di grosse società di telecomunicazioni, gruppi bancari, enti pubblici e compagnie aeree, oltre a far da consulente e progettista per aziende di medie e grandi dimensioni in Sardegna, sia singolarmente che coordinando gruppi tecnici di lavoro.

La mia ultima esperienza con contratto a tempo indeterminato si è chiusa nel 2003, anno in cui decisi di avviare una mia azienda di consulenza nel campo del networking e delle telecomunicazioni.

Dal 2003 fino a metà del 2006 ho collaborato con aziende leader in Sardegna nel campo dell'informatica e della telefonia, e ho acquisito un discreto portafoglio clienti, tramite i quali riuscivo a chiudere dignitosamente il mese, in attesa di poter acquisire qualche commessa che mi permettesse di fare il cosiddetto "salto di qualità".

Ciò, nonostante le difficoltà a mandare avanti una ditta, per via delle problematiche, in particolar modo di ordine fiscale, che si presentano quotidianamente a chiunque si sottoponga al cosiddetto "regime IVA".

Le occasioni per avviare commesse remunerative (sulla carta) si sono presentate, ma preferisco parlarne in seguito, dato che hanno una relazione diretta con le mie esperienze nel mondo del lavoro precario.

Ora la ditta non c'è più, l'ho chiusa in seguito a quanto mi venne proposto quando decisi di affrontare la mia seconda esperienza con un contratto di collaborazione a progetto.

Oltre al danno pure la beffa, ora mi è stato revocato (!!) anche il co.co.pro che avevo sottoscritto e che avrebbe dovuto tramutarsi (come oramai si legge in tutte le inserzioni di lavoro) in contratto a tempo indeterminato.






Nessun commento:

Posta un commento